SCUOLA MEDIA STATALE "GIULIANO DA SANGALLO"
RISPETTA LE REGOLE
(Liberamente reinterpretate ed illustrate dagli alunni.
Lavoro coordinato dalla docente Rita Chiapponi)
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Non si tirano gli oggetti sul
soffitto
- e non ci si comporta male
- altrimenti potrebbe calare il tuo profitto
- e poi non dire che il tuo voto non vale.
Non si disegna sulla lavagna,
- e se ti beccano non farne una lagna.
- Dopotutto te lo potevi aspettare,
- perché è ovvio che qualcuno ti veniva a sgridare.
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Vanno
buttati Tutti i rifiuti
- nei cestini appositamente tenuti.
- Non si getta niente nel cortile,
- altrimenti diventa un porcile.
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Le sedie vanno messe a posto,
- tanto di fatica non è un gran costo
- basta sollevarle e infilarle
- sotto la scrivania
- prima di andare via
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Quando la professoressa esce dalla classe,
- nel caso che qualcuno la chiamasse,
- la porta va lasciata aperta
- senza che qualcuno debba stare all'erta.
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Non si può scrivere sui banchi aspettando la
ricreazione,
- nemmeno se si è stanchi di seguire la lezione.
- I cellulari non vanno usati e meglio ancora
dimenticati!
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Si alza la mano prima di
parlare
- o per potersi alzare.
- Non si interrompe la spiegazione,
- altrimenti ti mettono in punizione.
All'insegnante non si risponde male
- e non si protesta per la punizione
- Sostenendo che tutto ciò non vale,
- perché così interrompi la lezione!!!
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Non attaccare le gomme sotto i banchi e sopra non ci disegnare,
- perché i bidelli sono stanchi di pulire e strofinare.
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Se fate scivolare la professoressa
- a causa degli zaini sul pavimento
- Questa è una promessa:
- non ci sarà più divertimento!
Copiare non è concesso
- e suggerire lo stesso.
- Basta studiare o ripassare
- per non aver bisogno di sbirciare.
- Anche se un argomento non si ricorda,
- prima del compito è sempre vietato.... Tagliare la corda!!!
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Si rispettano professori e compagni
- e si evitano liti e discussioni
- Tanto nulla ci guadagni,
- oltre tante delusioni.
SOLIDARIETA'
- Da qualunque città tu venga
- dobbiamo essere solidali,
- non c'è bisogno che ci si astenga
- perché siamo tutti uguali.
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