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- Lipotesi sperimentale nasce dallanalisi della particolare composizione
della popolazione scolastica: significativa è la percentuale di alunni stranieri, con
handicap e/o con disagio socio-culturale e, quindi, spesso con difficoltà di
apprendimento; numerosi sono i ragazzi che oggi risultano deprivati e marginalizzati nella
società dei consumi e della cultura diffusa dai mass-media, numerosi sono però, anche,
gli alunni che possiedono buoni livelli di preparazione, notevoli capacità cognitive e
volontà di apprendere.
- La scuola, altresì, trovandosi ad operare in un contesto socio-culturale eterogeneo e
con insufficienti stimoli ( carenza di punti aggreganti, di spazi condivisi a carattere
ludico ricreativo) negli anni è diventata PUNTO DI
RIFERIMENTO attivando strategie progettuali atte ad allargare lofferta
formativa e la crescita culturale, socio-economica del territorio; lintera comunità
scolastica, inoltre, ha continuato a garantire una CONTINUITA
dei PERCORSI FORMATIVI, ed una DIDATTICA DIVERSIFICATA a vari LIVELLI: una valorizzazione delle diversità,
per superare una situazione di disagio complesso.
- Prima nel territorio a trasformare la scuola in un "LABORATORIO
VIVO" osservatorio, fonte di ricerca e di innovazione nel suo rapporto con la
comunità, ha creato una rete di RELAZIONI FORMATIVE, che insegna"A
FAR PROGETTI" che rende lALLIEVO SOGGETTO ATTIVO,
che promuove la cultura dellAGIO e della PROGETTUALITA nella condivisione del
concetto "STAR BENE a SCUOLA" per DIVENIRE INDIVIDUALMENTE PROPOSITIVI e
COLLEGIALMENTE PROGETTUALI.